Lago di Naret

Molte opere di Michelangelo sono famose per essere rimaste incompiute, infatti nella storia dell’arte si parla appunto di “Non Finito” Michelangiolesco.

Diversi studi hanno dimostrato che in molti casi questo Incompiuto sia stato volontario,  rendendo ancora più famosi alcuni suoi capolavori scultorei.

Probabilmente il velo di mistero e immaginazione che lasciano queste sculture appena abbozzate, rende ancora più affascinanti questi blocchi di marmo appena sagomati nei loro tratti semplici e decisi.

Nella mia esperienza ciclistica il lago di Naret è sempre stato sinonimo di “incompiuto”, una sorta di Pietà Rondanini.

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Pietà Rondanini

Ci troviamo nel Canton Ticino, più precisamente in Val Lavizzara, una delle diramazioni della Vallemaggia.

Il mio primo tentativo incompiuto fu nel novembre del 2011 quando dopo il Lago del Sambuco, a circa 1800 metri di quota, io Andrea e Renato siamo stati costretti a gettare la spugna a causa della strada innevata e ghiacciata.

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Nell’anno successivo ci siamo detti: riproviamoci, ma questa volta ad ottobre! Ci accompagna anche Luca in questa occasione.

TAAAAACCCCC… stesso punto, stessa strada innevata e ghiacciata, ancora una rinuncia: ma è davvero una maledizione!

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La delusione è stata tanta ma ci siamo ripromessi di riprovarci ancora l’anno successivo.

Purtroppo così non è stato: sarà stata la delusione o altro, ma sono passati 4 anni dal secondo tentativo. Questa volta però si va a settembre!

Le previsioni non sono delle migliori, dicono che sarà coperto con probabilità di pioggia, ma rimandare non ha più senso, ormai dobbiamo andare per forza!

Ma descriviamo la salita: dati alla mano la salita ufficiale parte da Bignasco, lunghezza 32 km, pendenza media 5.8%. Sulla carta sembrerebbe una salita pedalabile, ma non lasciatevi trarre in inganno: per chi ama le salite regolari è fortemente sconsigliata, forse è meglio preferire il Selvino.

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Diciamo che nella prima parte fino al lago del Sambuco, anche se la salita non è regolare, gli strappi non sono così esagerati, toccano al massimo l’11%, ed il paesaggio di montagna rinfranca la fatica, soprattutto il passaggio nel paese di Fusio, paesino da cartolina.

Una volta arrivati al Lago del Sambuco si può ammirare la diga,  meraviglia dell’ingegneria, e iniziare a prendere il fiato lungo la strada che costeggia il bacino. Riposatevi perchè fra poco inzia l’inferno!

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Lago del Sambuco

Gli ultimi 10 km sono un susseguirsi di strappi micidiali, fra i quali il più temuto e famoso è chiamato il “Muro del pianto svizzero”, un rettilineo di 1 km in cui il garmin rimane fisso fra il 15 e 17% (una volta ho visto pure la scritta 19%)!

Superato questo Muro la strada continua sempre dura, ma ora è il paesaggio che fa da padrone: si respira aria di alta montagna e nonostante la giornata plumbea l’atmosfera risulta quasi magica.

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La strada ora è costantemente a curve e tornanti, e una volta arrivati ai primi due laghetti a 2000 metri, capisco che la maledizione del Naret sta per essere sconfitta.

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2016-09-25-17-43-11-1Quota 2310 il lago di Naret è conquistato! ci vestiamo velocemente (ci sono 6 gradi!) e ci prepariamo alla freddissima discesa, con le mani costantemente tirate sulle leve dei freni, mamma mia come tira questa discesa!

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Quasi tutti i ciclisti amano disegnare i propri percorsi ad anello, cercando di non ripercorre mai una strada già fatta, il bello è proprio partire da una parte ed arrivare dall’altra.

Purtroppo a volte non è possibile, soprattutto quando si sceglie una salita in una valle chiusa che non permette lo scollinamento. Vi confesso che oggi sono davvero felice di aver fatto questa scelta: tra salita e discesa abbiamo incontrato solo 4 auto.

Gli incontri più simpatici che abbiamo fatto sono stati le mucche in transumanza, un gregge di pecore, dei simpaticissimi maiali, e le splendide marmotte che segnalavano il nostro passaggio alle compagne.2016-09-25-17-37-55

Insomma, quella che nel mio immaginario è sempre stata La Pietà Rondanini, una salita solamente immaginata dai racconti e vista in foto, ora si è trasformata nella vera e propria Pietà: una salita mozzafiato, da lasciare senza parole per la sua estrema bellezza e peculiarità.

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Su youtube ho trovato questo video con delle splendide immagini di quello che avremmo dovuto ammirare in cima con il sole. Che meraviglia! A questo punto… bisogna ritornarci!

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