L’amicizia è in bocca a tanti ma nel cuore di pochi

Il 2 maggio 2017 Daniele inizierà una nuova avventura lavorativa all’estero e lascerà Milano.

Confesso che sono davvero felice per lui, soprattutto a livello professionale, ma non posso nascondere quel briciolo di malinconia per questo suo trasferimento.

Perché?

Beh, oltre che essere colleghi di lavoro, in sei anni siamo stati compagni inseparabili di pedalate e avventure sulle due ruote

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Prima foto scattata assieme. Giro d’Italia 2012

Calcolatrice alla mano abbiamo pedalato assieme ben 10189 km, circa 550 ore, quasi un mese di fila senza scendere dalla bicicletta!

Le volte che ci siamo insultati o mandati a quel paese non sono poche.

Ma ci siamo divertiti davvero tanto, quantificare quello è davvero impossibile.

Ma cominciamo dall’inizio.

Era il 2 maggio 2011 quando festeggiavo in meeting room i miei primi 10 anni al Dibit. Casualmente per Daniele era il primo giorno di lavoro al 3A1, ricordo ancora Claudio quando me lo presentò con una semplice stretta di mano, non avrei mai immaginato che sarebbe nata un’amicizia così forte.

Nel primo anno non ci siamo scambiati nemmeno una parola, mi sembrava uno sbruffone e non volevo avere nulla a che fare con lui.

Fino a quando un giorno di giugno del 2012 è venuto a chiedermi consigli meccanici per la sua prestigiosa Rossignoli scassata, aveva svariati problemi fra i quali un movimento centrate distrutto, ed il mio consiglio fu impietoso: ma buttalo quel catorcio!

Quella bici non la buttò e la riparò tutta da solo, mai un mio consiglio fu più errato.

E’ stato proprio grazie a questo evento che ho iniziato a capire quali erano i suoi punti di forza: la cocciutaggine e la determinazione, lui non molla mai, se vuole una cosa va spedito, come un treno, senza mollare mai!

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Di questi sei anni ciò che mi porto nel cuore sono tanti momenti di allegria, festa e divertimento, ma anche ricordi di fatica, sudore e soprattutto tanta sofferenza!

Ho scelto di raccontare questa nostra amicizia in dieci punti, quelli che più  rappresentano ciò che abbiamo condiviso assieme

1- Olmo

Olmo è il soprannome del il mio giro in bici standard partendo da casa, un percorso semplice e tranquillo da 60 km, quelle classiche 2 ore da incastrare nei ritagli di tempo. Ricordo ancora il giorno in cui mi chiese di provare una mia bici da corsa, era il 2012, una sera infrasettimanale estiva del dopo lavoro, caldo e tantissima afa.

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Il giro che gli proposi fu proprio Olmo, non immaginavo minimamente quante volte negli anni successivi lo avremmo percorso assieme.

Il ricordo più bello di quel primo giro  fu la sua crisi di fame negli ultimi 10 km, nella mente sento ancora le sue parole: “Matteo, ho bisogno di mangiarmi un piatto di lasagne altrimenti non arrivo a casa”.

Come andò a finire? Per Daniele fu un amore immediato per la bici da corsa, un amore per la pura sofferenza,  e pochi mesi dopo comprò la sua prima Specialissima, una Look di seconda mano.

D’ora in avanti tutte le volte che arriverò alla Madonnina di Olmo sono sicuro che un sorriso mi scapperà sempre, in ricordo di tutte le nostre volate fatte in questo circuito.

2- Rossignoli, Schirano e il Velodromo

Sembrerà strano ma i km più duri non li abbiamo fatti con le bici da corsa.

Tutta la nostra finta preparazione ciclistica è sempre stata “rifinita” con le nostre prestigiose bici da commuter, una Rossignoli per lui, una Schirano per me.

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Dovendole lasciare legate fuori dal lavoro tutto il giorno, la scelta di due bici scassate era d’obbligo, ma le nostre due sono davvero fuori dal comune.

Sole pioggia neve vento siamo sempre andati in bici al lavoro, guai a bigiare! Immaginate l’usura subita da quelle povere biciclette con tutta l’acqua che le abbiamo fatto prendere.

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Cigolii sinistri, cuscinetti bloccati, ruggine, in quei km di pianura sembrava sempre di essere in salita, e ci è servito davvero tanto, sia per allenarci, sia per le lunghe chiacchierate fatte tornando a casa dal lavoro.

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Il Velodromo era il soprannome di un rettilineo dove ci sfidavamo in volata, e dove confesso di aver preso tante bastonate da Daniele. Lui è un corridore di potenza, raramente riuscivo a batterlo, a volte ero costretto a ricorre in trucchi meschini per batterlo, una volta l’ho addirittura stretto su una vecchietta per farlo rallentare, ahahaha che risate.

3- Lo Stelvio

Lo Stelvio è la prima salita che abbiamo fatto assieme, una specie di battesimo per capire di che pasta era fatto.

Ricordo che in quel periodo aveva ancora una quindicina di kg di troppo, e i rapporti da pianura montati sulla Look non lo aiutarono molto.

Fu una giornata memorabile passata in compagnia con altri amici allo Stelvio bike day.

Proprio in quell’occasione ho capito il suo reale potenziale, non molla mai veramente: senza preparazione, grasso e grosso, bici non adatta,  è riuscito ad arrivare in cima, in stato comatoso, ma alla fine ci e arrivato davvero.

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Il mio divertimento più grande era quello di insultarlo e prenderlo in giro nei suoi momenti di fatica, che risate.

4- 400 di Corsico

Nel 2014 era partito il mio progetto Parigi Brest Parigi, avevo voglia di sperimentare qualche lunga distanza e soprattutto la notte in bici.

Avevo identificato la Randonnee di Corsico come banco di prova, un 400 km vicino a casa che poteva farmi capire se ero portato per questo genere di avventure.

Quando ho raccontato a Daniele di questo progetto si era offerto subito di accompagnarmi per i primi km di questa Randonnee, voleva farmi compagnia e assaporare un briciolo di Spirito Randagio, per poi ritirarsi dopo il primo tratto e tornare a casa in treno.

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Pensavo fosse una palla al piede, uno che ti accompagna solo per pochi km, senza allenamento e sovrappeso.  Avevo il timore che mi avrebbe fatto saltare tutta la mia avventura, non immaginavo ancora che sarebbe stato un compagno fondamentale di tutto quel progetto.

Quello che ne è venuto fuori è una della avventure più belle della mia vita in bicicletta.

Se volete sapere come è andata a finire, e soprattutto farvi una bella risata, leggete il racconto completo a questo link.

Raccontato a due voci è davvero esilarante, ancora oggi ho le lacrime tutte le volte che lo rileggo.

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A Corsico ho davvero lasciato il cuore, se dovessi dire dove è nato il mio randagismo è proprio in questa località.

5- La Milano Colorno

Il più famoso percorso da 300 km con partenza da Milano è la Milano Sanremo.

Io e Daniele negli anni abbiamo deciso di mettere a punto un percorso da 300 km tutto nostro e lo abbiamo chiamato la Milano Colorno.

Colorno è stato fissato come giro di boa e ristoro per esigenze affettive, Giuliana è nativa di quel posto, e i suoi genitori sono sempre stati disponibili nell’incoraggiarci a livello morale ma soprattutto a livello gastronomico.

Un percorso semplice ma allo stesso tempo duro e severo, un 300 km fatto di fila in 12 ore che ti fa capire tante cose.

L’edizione più eroica della Milano Colorno è stata fatta un mercoledì di giugno del 2015, ore 18.30 partenza dopo il lavoro belli carichi e motivati. Siamo arrivati a Colorno verso le 2 di notte distrutti e stremati, dovevamo ancora farci tutto il ritorno.

A un certo punto volevamo addirittura fermarci a dormire e prendere il treno il mattino dopo.

Non so come ma alla fine siamo arrivati a casa verso le 8.30 del mattino come degli zombie, e dopo una doccia fredda, senza dormire,  siamo andati a lavorare, in bicicletta!

La Milano Colorno è sempre stata un’emozione unica.

6- Notturne, Mc Donald’s e il Lupo della Brianza

Non che ne abbiamo fatte così tante, ma tutte le volte che penserò alle notturne fatte con Daniele avrò sempre il sorriso sulle labbra.

Quanto abbiamo sofferto, sonno, fatica, ma quanto ci siamo divertiti!

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Nell’estate del 2015 il mercoledì sera era l’appuntamento fisso, notturna partendo quasi sempre da casa dopo il lavoro, ritorno fra le 2 o le 3 di notte.

Mc Donald’s poi era il nostro sponsor ufficiale, alla faccia della dieta sportiva, in una stessa nottata riuscivamo a farci anche due soste Menù, che disagiati.

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L’aneddoto più divertente è avvenuto durante un Superghisallo.

Io ho una paura incredibile dei cani quando vado vado in bicicletta, di notte poi non ne parliamo.

La volta che a pochi km dal S.Primo, ho intravisto nella penombra una sagoma di un animale, la paura è salita alle stelle.

Ero convinto di aver visto un lupo, il famoso lupo della Brianza che mi voleva sbranare!

Dalla paura ho iniziato ad urlare e divincolarmi perdendo inevitabilmente l’equilibrio, cadendo, e quasi facevo cadere pure Daniele.

Morale, il cane si è spaventato talmente tanto che è scappato subito, ed io mi sono trovato a terra pieno di lividi e con l’imperitura derisione di Daniele per questo evento.

7- Prigi Brest Parigi

Se in passato mi avessero chiesto quale fosse il mio sogno ciclistico avrei risposto subito senza ombra di dubbio: la Parigi Brest Parigi! e ho avuto la fortuna di realizzarlo.

Riuscirla a portare a termine per me è stato qualcosa di unico.

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Arrivo al Velodromo

Unico perchè non sono un grande pedalatore, non ho costanza e dedizione negli allenamenti, e proprio per questo è stato qualcosa di miracoloso!

Se sono riuscito a realizzare questo sogno lo devo in particolare a Daniele, perchè senza di lui non avrei avuto gli stimoli per arrivare fino alla fine.

E’ stato un compagno fidato nei brevetti di qualifica e durante tutto il percorso.

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Ponte di Brest

Solo io e lui sappiamo quanto abbiamo sofferto in quei maledetti 1234 km.

Se volete leggere il racconto completo potete farlo a questo link, ma come regalo, solo oggi posso mostrare un video inedito, quello del nostro arrivo a Parigi.

Io in preda a una paresi continuo a ripete “sono riuscito ad arrivare con il sorriso!”, ma la chicca sono le parole di Daniele… alzate il volume a palla e godetevi la sua frase finale! Se non doveste riuscire a capire cosa dice contattatemi in privato che ve lo dico, sarebbe  troppo volgare scriverlo ora.

8- Milano Roma

La Milano Roma è stata una sparata estiva di quelle organizzate un po’ a caso.

C’era il Giubileo a Roma, avevo voglia di andare a trovare mio fratello che non vedevo da tanto tempo, ma soprattutto avevo tanta voglia di pedalare.

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Il risultato è un’avventura che mi porterò nel cuore per molto tempo.

Nessun vincolo di orario, nessun obbligo, nessun controllo, solo tanta voglia di divertirsi.

Prendendocela con calma, e come al solito senza alcun tipo di allenamento, siamo arrivati a Roma coprendo i 700 km in 47 ore. Che caldazza che abbiamo preso!

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Se volete leggere il meraviglioso racconto, potete divertirvi a questo link.

9- Il Lavoro

Si, perchè oltre a pedalare, abbiamo anche lavorato: ahahah.

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Non eravamo nello stesso laboratorio, ma semplicemente nello stesso dipartimento, eppure ogni momento libero o di pausa eravamo spesso assieme.

La Vecchiaia e Saggezza era il nostro punto di riferimento, e pur facendo il nostro dovere, al lavoro ci siamo divertiti sempre tantissimo!

Credo che in tanti un pochino qualche volta ci abbiano odiato, per invidia? chi lo sa.

10- I saluti finali

Mi immaginavo qualcosa di più strappalacrime, invece è stato tutto molto sereno e allegro come sempre. Ho voluto salutarlo proprio come ci siamo conosciuti, con una stretta di mano e con il sorriso.

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In realtà so bene che i km in bici che percorreremo assieme saranno ancora tanti, ma soprattutto so che le vere amicizie non conoscono distanza.

Con la sua partenza, purtroppo, perdo anche il mio correttore di bozze degli articoli del blog, era lui che me li controllava e criticava sempre.

Se in questo articolo doveste trovare degli errori, perdonatemi e avvisatemi. Non ho potuto farglielo correggere prima, ho voluto fargli un ultimo regalo con questo articolo.

Oh, Daniele, in bocca al lupo!

p.s.: tu mi avevi fatto una promessa… ricordatelo.

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