Alpe Giumello

Ognuno di noi ha la propria salita di riferimento. Non necessariamente deve essere la salita del cuore o la preferita, semplicemente è quella che si conosce a memoria, quella che si è fatta infinite volte da non contarle nemmeno più, quella per cui si dice “la farei ad occhi chiusi”!

Non ci si stufa mai di farla, si conoscono curve, pendenze, asfalto, buche, si sa sempre dove spingere e dove prendere fiato, ma sopratutto è la salita che ti sa dare le risposte che cerchi:

quanto sono in forma? sto invecchiando? queste ruote vanno meglio delle altre? questa telaio va meglio dell’altro? queste regolazioni o scelte tecniche vanno bene?

Insomma, è la “tua” salita!

Marco Pantani in una celebre intervista in cui gli chiedevano come mai non andasse sulle Dolomiti o sulle Alpi ad allenarsi, in maniera molto umile rispondeva: Il Carpegna mi basta.

Lui aveva il suo Carpegna, io ho la mia Alpe Giumello!

salita strava

L’Alpe Giumello si trova in Alta Valsassina, ed è nota fra gli appassionati di Parapendio per il suggestivo trampolino di lancio che offre agli amanti di questo sport.

Con i suoi 1536 metri di altezza è il punto carrozzabile più alto di tutta la Valsassina.

La salita ufficialmente parte da Bellano (a quota 202 metri) cittadina posta sulla sponda orientale del Lago di Como.

20170805_191628bis

Dati alla mano è lunga 20 km, con un dislivello di 1334 metri, con pendenza media del 5.7%.

In questo simpatico grafico di confronto creato da bellitaliainbici, fra Alpe Giumello Stelvio e Gavia, ne fanno di Giumello una salita del tutto simile alle altre 2, ma vi assicuro che nessuna delle 3 e paragonabile fra loro.

grafico bellano giumelloCome detto prima la pendenza media è del 5.7%, ma se si è alla ricerca di qualcosa di costante e tranquillo meglio lasciar perdere, questo dato serve solo a trarre in inganno, e le gambe lo confermerebbero.

La salita può essere divisa in tre parti.

Prima parte:

da Bellano (202) a Vendrogno (731)

Lunghezza 7.7 km, dislivello 529 metri, pendenza media 5.9%

Salita costante e tranquilla, si può mettere il rapporto di fiducia a Bellano e stare tranquilli fino a Vendrogno, non si incontra nessuno strappo o muro.

E’ la parte più cittadina della salita: infatti la strada, partendo da Bellano, si inerpica in alcuni caseggiati limitrofi al paese, fino a quando, superati Lezzeno e Pradello, si entra piano piano nel bosco, dove la vegetazione mitiga la temperatura e la rende più piacevole.

La sosta alla fontana di Vendrogno è un Must.

20170817_063043bis

Essa è meta di numerosi ciclisti che si fermano per rigenerarsi con l’acqua “miracolosa” o ad aspettare i compagni di salita.

Ho notato che la  maggior parte dei ciclisti non prosegue la salita, ma svolta in discesa verso Taceno. Molto spesso si sceglie di fare un giro ad anello, magari anche più lungo, e questa svolta risulta obbligatoria.

Seconda parte:

Vendrogno (731) Narro (1000)

Lunghezza 5.8 km, dislivello 269 metri

E’ la parte più scostante: muri con 10/12% si alternano a parti di pianura o addirittura discesa.

E’ la parte in cui si cerca di prendere fiato per prepararsi all’ultimo sforzo: infatti dopo aver attraversato i paesi di Mosnico Sanico e Mornico, si arriva a Narro, dove inizia la salita vera!

IMG_8110bis

Terza Parte:

Narro (1000) Alpe Giumello (1536)

Lunghezza 6 km, dislivello 536 metri, pendenza media 9%

Delle tre, questa è la parte più cattiva e se non ci si è risparmiati nelle prime due parti, o se l’allenamento non è adeguato, la sofferenza sarà sempre costante in questi ultimi 6 km.

20170813_111118bis

La pendenza media è del 9%, ma il cambio della bici sarà sempre messo a dura prova: i cambi di pendenza passano repentinamente dal 7% al 12/14%, ma sopratutto avvengono sempre di colpo dopo una curva o un tornante, senza preavviso.

Gli unici caseggiati che si incontrano sono una deliziosa Chiesetta, il ristoro di Montebasso, e un paio di baite.

Lungo questa parte fanno compagnia da un lato il Lago, punto di partenza, e dall’altro lato la Grigna Settentrionale (il Grignone), famosa e maestosa vetta della zona.

Non bisogna farsi trarre in inganno dal cartello di Benvenuto posto dopo l’ultimo tornante: la  salita non è ancora finita, negli ultimi 700 metri le pendenze rimangono ancora cattive.

20170813_113904bis

La maggior parte delle volte che affronto questa salita arrivo in cima talmente stremato che sono costretto a gettarmi a terra assieme alla bici

20160809_151006bis

ma vi confesso che ci sono state rare volte in cui sono riuscito ad arrivare con il sorriso!

20170804_082355bis

 Vi aspetto!

Annunci

2 commenti Aggiungi il tuo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...