Martesana Van Vlaanderen 2018

Siamo ormai arrivati alla terza edizione, ed il Martesana Van Vlaanderen è messo di diritto nel calendario degli appuntamenti fissi a cui non rinunciare, ed i numeri parlano chiaro.

Rispetto all’edizione del 2017 i posti sono aumentati da 500 a 600, ma soprattutto il tempo in cui vengono bruciate tutte le iscrizioni diminuisce sempre più, quest’anno in meno di 24 ore!

Come era stato annunciato alla presentazione del Trittico, le iscrizioni sarebbero state aperte allo scoccare della mezzanotte del primo marzo, e la maggior parte degli aspiranti partecipanti, in febbricitante attesa, era pronta per accaparrarsi un posto in stile iscrizione Nove Colli!

Ma come può esserci così tanta attesa?

Cosa rende così magico questo evento?

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Se non lo si prova non si può capire! Sicuramente sono tante piccole cose che sommate tutte assieme rendono questo evento davvero unico e magico.

Descriverle tutte è praticamente impossibile, ma proverò a raccontare ciò che ha reso indimenticabile il mio MVV.

Come è purtroppo capitato per tanti eventi di questo inizio stagione, il meteo non è stato troppo favorevole durante i fine settimana. Infatti tante manifestazioni hanno dovuto subire cancellazioni o poche adesioni.

Che dispiacere per tutti gli organizzatori che mettono così tanto impegno e passione per organizzare giornate straordinarie.

Anche per GioPirotta e il MVV sembrava lo stesso destino, infatti se si controllava il meteo il mercoledì precedente, non era per niente augurante: grandi piogge nei giorni precedenti (che preannunciavano percorso fangoso), ma soprattutto diluvio il giorno dell’evento.

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A queste condizioni io avevo deciso che ci sarei stato comunque, e vi assicuro che non ero il solo a pensarla alla stessa maniera.

Nonostante l’ottimismo del Centro Meteorologico Lombardo, l’aggiornamento de ilmeteo di sabato mattina sanciva il colpo di grazia: oggi ci prenderemo tanta acqua!

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Il raduno prima della partenza del MVV è qualcosa di incredibile.

Bisognerebbe arrivare prima di tutti e partire ultimi per osservare ogni bici e ciclista presente. Si va dalla bici più sgangherata alla più costosa, dalla più pesante alla più leggera, dalla bici eroica a quella con cambio elettronico, dal ciclista più magro a quello più pesante, dall’abbigliamento più sportivo e casual a quello più firmato e griffato, chi si presenta con tanti km nelle gambe e chi ha preso la bici per la prima volta la mattina stessa.

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Ma la cosa più bella è la purezza e la genuinità dell’evento. Nonostante tutte queste diversità,  ho avuto la sensazione che nessuno era fuori luogo!

Pur essendo in tanti e diametralmente opposti, eravamo tutti uniti e con lo stesso spirito, meraviglioso!

La bici ideale per questa edizione è la Gravel, ma non avendola, abbandono l’idea di usare la bici da corsa come l’anno scorso, e con Mattia decidiamo di usare la MTB che avevamo in cantina a prendere polvere.

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Questa scelta risulta ideale per sterrato e muri, mamma mia però, che fatica spingerla in pianura!

Prima di partire, facciamo colazione assieme a Paolo (Moto-Cicloviaggiatore) e ad Andrea che passa a salutarci prima di andare al lavoro.

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Poi, dopo aver ritirato adesivi e Garibaldi, e senza ancora nessuna goccia di pioggia, pronti via, si parte!

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Le certezze del MVV sono due:

1- Il cambio del percorso qualche giorno prima dell’evento a causa di una frana in settimana (il file gpx va sempre scaricato e caricato sul Garmin la sera prima!)

2- Perdersi. Si perchè se non ti perdi o se non sbagli strada almeno una volta credo che non si possa avere diritto al timbro a fine percorso!

Quest’anno, oltre la traccia caricata sul GPS, ho fatto Gutemberg, segnandomi sulla carta tutti i km e le svolte, ma nulla, mi sono perso lo stesso anche questa volta.

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Ogni anno, grazie a un meticoloso studio e mappatura di Muri della zona fatto da Gio nel tempo libero, il percorso è sempre diverso e stimolante.

18 Muri fiamminghi classificati in base alla difficoltà, i più duri corrispondono a cinque Birre e sono sei, ovvero cinque grandi classici e una new entry: Hemelmur, Bertincentralmuur, Padernmuur, il nuovo Gruganmuur, ancora Bertincentralmuur e poi Hemelmur.

Mi ero immaginato momenti di sconforto causati dalla pioggia, così per motivare me e i compagni incontrati sul percorso, mi sono organizzato portandomi la cassa altoparlante che mi aveva regalato Davide per i 40 anni, ideata per il portaborraccia della bicicletta.

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Dopo un’accurata selezione di brani anni 70/80 ho fatto una compilation da attivare nei segmenti sterrati e sui Muri.

Vi confesso che questa scelta ha nutrito un discreto successo, soprattutto è stata apprezzata da Max (uno dei quattro ciclisti completi che ho citato nel racconto dello scorso anno), i suoi commenti durante le performance di Sabrina Salerno e Samantha Fox rimarranno nella storia. Sono da censurare, ma vi assicuro che hanno suscitato l’ilarità dei presenti (Max ti prometto che prima o poi me la compro la Gravel!).

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Tecnicamente il MVV si può dividere in tre parti divise da due graditissimi ristori.

Nella prima parte, di 40 km, mi rendo conto che i primi Muri affrontati con i rapporti agili della MTB fanno meno male, mi sembra quasi di rubare qualcosa. Poi però con i primi due Muri da cinque Birre, Hemelmur e Bertincentralmuur, si torna sulla terra, e nonostante i rapportini da 3000 pedalate al minuto, la fatica la sento lo stesso.

Il Ristoro è davvero quello che ci voleva, i volontari del MVV ci preparano pane nutella marmellata e frutta.

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Incontro Paola e Silvano (Cicloviaggiatori DOC e carissimi amici storici), con le loro bici da viaggio hanno girato mezzo mondo, è non è un modo di dire, lo hanno girato davvero!

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Dopo una veloce chiacchierata decidiamo di ripartire subito, sento la Popolare alle calcagna. Oggi voglio arrivare a Inzago prima di loro.

La seconda parte, di 33 km, è il cuore del MVV, tre Muri da cinque Birre e soprattutto il nuovo anello della Madonna del Bosco, una variante rispetto al percorso dell’anno scorso. E’ stato meraviglioso costeggiare il Lago di Sartirana.

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Ora descriverò uno di questi Muri, la novità di questa edizione: il Gruganmuur.

Immaginate di pedalare tranquillamente su una strada pianeggiante, in lontananza scorgere un gruppetto di ciclisti che di colpo fanno manovre strane, si girano, tornano indietro, si girano un’altra volta, vanno in mezzo alla carreggiata, prendono la rincorsa e poi scompaiono di colpo. Ma cosa sta succedendo?

Signori e signore, siamo ai piedi del Gruganmuur, 600 metri di ciottoli fangosi e muschiosi al 12.7% di media.

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Gio con il suo splendido nuovo bolide Fabrica

Quante vittime ha mietuto questo Muro. Mentre salivo, un ciclista davanti a me, ha perso aderenza con la bici da corsa, e’ caduto e, senza nemmeno staccare i piedi dai pedali, si e’ rotolato ai bordi della stradina con la bici ancora attaccata per farmi passare, che signore, grazie!

Sulle note di One Step Beyond arrivo in cima e l’attesa di Mattia è più lunga del previsto, ed inizio a preoccuparmi.

Ad un certo punto lo vedo sbucare a piedi, è scivolato sugli insidiosi cobbles e cadendo ha sbattuto la testa contro un muretto. Fortunatamente il casco gli ha salvato la vita, spezzatosi in due ha attutito il colpo, proteggendolo e regalandogli la possibilità di proseguire senza problemi.

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Dopo il Bertincentralmuur si ritorna nuovamente al ristoro, ora al posto di pane e nutella ci possiamo gustare pane e salame. Che meraviglia!

Dopo una sosta un pochino più lunga, ripartiamo tranquilli: di pioggia non se ne è ancora vista una goccia, mancano solo due Muri da cinque Birre che conosciamo bene, e soprattutto la Popolare è sempre dietro.

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Incontro anche Andrea dei Fulgenzio Tacconi, mi racconta di come ha il cambio posteriore bloccato in un rapporto intermedio indefinito, che eroe affrontare i Muri in queste condizioni!

Quando mancano 20 km circa all’arrivo Mattia ha un problema alla schiena, e mi chiede di fermarsi per un caffè, che fare?

La MVV non è una gara, ma tramite vie traverse sono venuto a conoscenza di un messaggio circolato nella Chat Popolare che dice così, non posso arrivare dopo di loro!

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A noi si unisce Dick, e un caffè veloce si trasforma in uno Spritz e Montenegro.

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Offro di pagare una birra a Mattia se riesce a stringere i denti e spingere a tutta fino a Inzago, ma mentre sta ancora sorseggiando il suo Spritz, vedo sfilare i miei antagonisti, e la debacle è compiuta, ora sarà Mattia a pagarmi la Birra a Inzago, la esigo!

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Alle porte di Inzago incontro Daniele Cap con un gruppetto di Popolari fermi, un loro compagno è caduto, è dolorante alla spalla (successivamente mi hanno informato che non ha nulla di rotto). La prossima sfida è rimandata a Coppa Asteria e poi al Muretti Madness dai Cicloidi, anche quest’anno il Trittico lo voglio portare a casa!

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Arriviamo a Inzago con un cielo cupo e carico di pioggia, qualche goccia la prendiamo ma solo qualche minuto.

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E’ stata davvero particolare questa edizione del MVV, credo di potermi sbilanciare dicendo anche che è la migliore rispetto le precedenti, good job Gio!

Al Rian Reastaurant ci godiamo il meritato ristoro, birra e pasta party assieme all’amico Sandro.

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Fra i presenti riesco a scorgere anche il Fotografo ufficiale Fulvio Silvestri, che voglio ringraziare di persona.

Ho avuto la possibilità di conoscerlo grazie al suo lavoro svolto nelle precedenti edizioni del MVV, seguirlo su Facebook e soprattutto su Instagram è un piacere, fa delle foto davvero eccezionali!

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Anche questa edizione si è conclusa.

I complimenti e i ringraziamenti vanno prima di tutto a Gio, per la passione e l’impegno che mette per organizzare questo evento, ma non dimentichiamoci di tutti gli sponsor e i volontari che ci hanno assistito, dei veri angeli!

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Ma alla fine ha piovuto?

Non ci crederete mai: carico la bici, mi siedo in auto, giro la chiave ed inizia a piovere. Incredibile.

Il Day After però è ancora più bello. Mi sveglio presto, apro la finestra ed è una bellissima giornata nitida e tersa, è Pasqua! Vado in bagno per farmi la barba e ripenso a tutte le emozioni passate il giorno precedente, che bellissimo ricordo.

Diffidate dalle imitazioni, il vero Ronde van Vlaanderen italiano è il Martesana Van Vlaanderen!

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11 commenti Aggiungi il tuo

  1. Andrea Tosini ha detto:

    top. Bravissimo!

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  2. Fulvio Silvestri ha detto:

    Bellissimo racconto! E non posso che dirmi onorato per la tua citazione 🙂 A presto tutte le foto ufficiali e non! Ciao caro

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    1. Spirito Randagio ha detto:

      Grazie a te Fulvio! Le attendiamo sempre con grande piacere! a presto!

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  3. Giovanni Pirotta ha detto:

    Grande Teo! Sempre bello leggere i tuoi resoconti…
    Davvero contento che vi sia piaciuto, per la sfida con i Pops se vuoi all’Asteria gli sgonfiamo le ruote prima di partire… 😂

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    1. Spirito Randagio ha detto:

      Grazie a te Gio! altro che sgonfiare le gomme… io gliele buco!

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  4. Fausto ha detto:

    Matteo, leggo sempre con piacere le descrizioni piene di sana ironia delle tue performance.
    Ho imparato a conoscerti grazie ai tuoi coinvolgenti racconti.
    Non vedo l’ora di incontrarti in qualche rando per un personale abbraccio.
    Sei forte . . . . anzi fortissimo !

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    1. Spirito Randagio ha detto:

      Grazie Fausto! fanno sempre piacere i complimenti da un randagio come te. Non vedo l’ora di conoscerti di persona.

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