Randonnée Carlo Galetti 2018 (400 km Corsico)

L’amicizia è qualcosa di meraviglioso, soprattutto ha molti modi diversi per manifestarsi: ci sono amici che si ritrovano per mangiare una pizza, bere una birra, fare una gita o una partita a carte; altri invece si ritrovano per fare 400 km in bici.  

Io, Daniele e Mattia abbiamo scelto, tragicamente, quest’ultima opzione.

Ma partiamo dall’inizio.

Quando l’anno scorso Daniele si è trasferito in Svizzera, ci siamo dati il nostro appuntamento ciclistico per il 2018, anche insieme a  Mattia, a Corsico per la Carlo Galetti, dove tutto ebbe inizio. Una Randonnee da 400 km organizzata dai Ciclisti Corsichesi.

20180428_165926
Io, Daniele, Luciano e Mattia

La distanza di 400 km è quella che in assoluto amo di più. La puoi improvvisare ma non devi prenderla sottogamba, dura meno di 24 ore ma ti fa vivere comunque la notte, ti potresti portare il minimo indispensabile, ma per sicurezza ti porti sempre il mondo. Insomma è un ottimo compromesso per tenere sempre vivo lo spirito randagio dentro ognuno di noi.

Fissato questo appuntamento da tempo, abbiamo iniziato, già da gennaio, a minacciarci su whatsapp con messaggi intimidatori per prepararci bene al meglio, cercando di spronarci a vicenda per fare più uscite possibili (in realtà le minacce partivano sempre da me, ma trovavo sempre pane per i miei denti).

Com’è andata a finire? Tutto inutile.

Alla fine abbiamo cercato di recuperare con qualche uscita disperata nell’ultimo mese, almeno per allenare il sedere.

Qualcuno, per dimostrare che si stava allenando, ha addirittura inscenato uscite fittizzie coinvolgendo false testimonianze (che atteggiamento infantile) …inutile pure quello.

Inesorabilmente il 28 aprile è arrivato, e senza esserci allenati abbastanza ci presentiamo a Corsico in scioltezza, sapendo che la nostra forza è l’amicizia, legame che ci sosterrà l’un l’altro.

In realtà eravamo carichi di allegria, perchè eravamo sicuri che ci saremmo divertiti, qualsiasi fosse stato il risultato !!

IMG-20180430-WA0059

E poi c’è Luciano, siamo affezionatissimi a lui, deus ex machina dei Ciclisti Corsichesi, non possiamo mancare alla sua creatura, la Carlo Galetti, giunta alla Nona Edizione, a cui siamo tanto legati.

Prima di partire chiedo a Daniele e Mattia di aspettarmi, vado a messa alle 18, prima della partenza, fissata per le 19.

Questa mia richiesta fa si che ci presentiamo proprio pochi minuti prima della partenza, costringendoci ad accodarci in fondo al gruppo formato da 120 anime: partiamo ultimi, nessuna ansia, nessun problema, anzi, siamo decisamente più tranquilli e rilassati.

20180428_185715

Poco prima di partire alzo lo sguardo per osservare questo meraviglioso gruppo di randagi, e subito vedo due persone a noi care.

Il primo e’ Vittorio, che mito.

Appena incrocio il suo sguardo subito alza la mano per salutarmi, è un ciclista incredibile, come vorrei arrivare alla sua età in forma come lui.

20180428_185348vit
Vittorio

Sappiamo che sarà l’ultima volta che lo vedremo, impossibile stargli a ruota.

E poi vediamo “Lui”, si proprio “Lui”, il famigerato e temuto Ingegnere, il nostro più acerrimo nemico.

Abbiamo partecipato a numerose Randonnee assieme a “Lui”, mai una volta siamo riusciti ad arrivare prima!

20180428_185348ing
L’Ingegnere, nemico pubblico numero 1

Nelle rarissime volte in cui è capitato di stargli davanti e’ sempre successo qualche imprevisto, un errore di strada, una foratura, etc.

La rivalità che abbiamo è qualcosa che non si può descrivere, ma la cosa più bella e divertente è che lui non sa nulla di tutto ciò, anche perchè noi sappiamo bene che a lui certe cose non interessano.

Pronti via alle 19 si parte, tranquilli e rilassati, pedaliamo assieme all’ultimo treno partito da Corsico dove riconosco e chiacchiero con Pietro, siamo amici su Facebook ed ora abbiamo l’occasione per conoscerci di persona, un Randagio doc.

E’ la terza volta che partecipiamo a questa Randonnee (la prima fu nel 2014 ed è stata in assoluto la più mitica) quindi sappiamo bene a quello che andiamo incontro.

20180428_195016

I primi 100 km sono praticamente tutti piatti, li viviamo in gruppo cercando di risparmiare il più possibile le energie e aiutandoci a vicenda. Degno di nota e’ il bellissimo passaggio costeggiando il naviglio e l’attraversamento del ponte di barche a Bereguardo che ha sempre il suo fascino.

20180428_194420

Ma l’arrivo della notte fa accendere le luci e calare il silenzio. Il traffico diminuisce di colpo e gli unici segni di vita sono le flebili lucine rosse che percorrono le strade della Lomellina.

In questa parte di percorso viaggiamo veloci, e ogni ciclista che raggiungiamo speriamo sempre sia “Lui”. Ma ecco che ad un certo punto da lontano notiamo un puntino rosso solitario, ci avviciniamo piano piano… si è LUI, l’Ingegnere.

Subito lo superiamo, chiedendogli come sta, ci mettiamo davanti, volendo dimostrare chi è che comanda questa volta… e lui in risposta a questo nostro attacco si mette a fischiettare allegramente.

Che nervoso!

Richiamo Daniele e Mattia, e gli faccio notare la sacralità di questo momento, siamo davanti all’Ingegnere.

Giunti a un semaforo rosso io e Daniele sentiamo il richiamo della vescica e cerchiamo di fare qualcosa al volo per non perdere troppo tempo, ma purtroppo non siamo stati troppo agili, con grande delusione non riusciamo a ripartire appena scatta il verde e siamo di nuovo fermi al semaforo rosso.

L’Ingegnere è andato, il nostro momento di gloria è durato poche centinaia di metri, chissà se lo rivedremo (sicuramente di nascosto, vedendoci fermi, avrà modificato la durata del semaforo).

Ci riprendiamo da questa amara delusione fermandoci al bar  bevendo una coca cola.

Speravamo che questo locale fosse più fornito, ma nulla. E’ incredibile come, seppur a un’ora ancora accettabile, non avesse nemmeno un pacchetto di patatine.

IMG-20180430-WA0054

Attendiamo la fine della partita della Juve, e con somma gioia ripartiamo con il morale ancora più alto per i due gol negli ultimi minuti contro l’Inter.

A differenza di tutte le altre volte, stranamente abbiamo studiato il percorso, sappiamo che le salite sono cinque, la prima è al km 129.9 ed è la famigerata Rocca Grimalda.

Questa salita per noi ha un significato particolare, è dove io e Daniele anni fa abbiamo conosciuto per la prima volta Mattia, ovviamente in versione sbruffone. Ricordo ancora come ci recuperò da dietro e si presentò: “ciao, sono Mattia, faccio sci alpinismo, ho sbagliato strada e ho fatto 40 km in più, sono bravo e bello sono fotomodello” e appena iniziata la salita era talmente in forma che non lo abbiamo più visto, nemmeno all’arrivo.

Oggi abbiamo in ballo una rivincita, e vogliamo tutti e tre tirare la salita per dimostrare la nostra ignoranza.

Dopo qualche scatto intimidatorio ci rendiamo conto che abbiamo ancora parecchi km davanti, inutile sprecare energie così, mettiamo da parte l’orgoglio e in formazione affiancata arriviamo assieme in cima, quasi tenendoci per mano. Un momento strappalacrime.

Arriviamo al controllo di Carpeneto al km 139, sono circa le 00.30, incredibilmente siamo ancora in maglietta a maniche corte e non ha ancora piovuto nonostante le previsioni pessime.

20180429_003907

C’è ancora molta gente al controllo,  non appena posiamo le bici vediamo in lontananza e nella penombra un uomo, in piedi, da solo, in mezzo alla piazza. Ci guarda e ci fissa, è “Lui”, l’Ingegnere. Ci lancia uno sguardo intimidatorio, sogghigna, fischietta, riprende la sua bici e riparte. Noi inebetiti, a stomaco vuoto, tiriamo giu’ il nostro boccone amaro…l’ennesima sconfitta.

Capiamo che anche questa volta è superiore a noi, solo un miracolo potrebbe farci recuperare il distacco.

Dopo una sosta più lunga del previsto ripartiamo quando ormai il controllo è semivuoto.

Inizia a fare freschino e dopo aver indossato la maglia a maniche lunghe ci prepariamo alla lunga salita del Colle del Giovo.

Questa salita non presenta pendenze impegnative, ma il sonno e i primi momenti di stanchezza si fanno sentire,  la pedalata inizia ad essere più pesante del previsto.

La cosa che in assoluto mi fa più piacere è vedere Mattia agile e scattante, incredibile, lo sbruffone di Rocca Grimalda ci accompagna in cima tenendoci tutti su di morale.

Una volta scollinato il Giovo al km 180, ci prepariamo per la discesa verso Varazze, vero giro di boa, posto a 200 km e dove raggiungeremo il mare.

20180429_042545

Fa sempre un discreto effetto partire da casa e arrivare a sentire il profumo della salsedine e le onde che si infrangono contro gli scogli.

La fame inizia a farsi a sentire e le energie iniziano a scarseggiare.

Sono le 4 del mattino e confidiamo in qualche locale aperto per rifocillare i soliti discotecari. Siamo ormai abituati alle loro prese in giro e sfottò, e la cosa non ci fa più ne’ caldo ne’ freddo, abbiamo semplicemente fame. La sfortuna continua ad accanirsi contro di noi: ogni locale ha esaurito ogni genere di cibo e siamo costretti a pedalare ancora per un ora fino ad arrivare a Genova per trovare qualcosa di aperto e fornito.

20180429_052823

Dopo aver saccheggiato il primo bar con coca cola e focacce, dopo soli pochi km e sempre a Genova, ci fermiamo di nuovo per una seconda colazione ancora più abbondante di prima: coca cola, cappuccino, focaccia, focaccia con le cipolle, pizza, the, veneziana.

IMG-20180430-WA0053

20180429_062202

La cosa più divertente è che entrando nel locale esordisco con un “Buonasera” ma rimango spiazzato quando la signora mi risponde confusa dicendomi “Buongiorno”. Incredibile come si riesca così facilmente a perdere la cognizione del tempo pedalando senza sosta in bici.

IMG_20180503_095523_807

Ora siamo pronti per affrontare il GPM della giornata, il famigerato Passo della Bocchetta, salita vera!

Ripartiamo da Genova spegnendo le luce, ormai sta sorgendo un timido sole e il buio della notte, con la sua fatica, è passato.

La Bocchetta la conosciamo bene, sono 8 km davvero cattivi, con pendenze quasi sempre a doppia cifra. Le sue rampe fanno davvero male, sopratutto con la stanchezza della notte appena passata.

20180429_081803

Appena iniziata la salita  aspetto Mattia che si attarda un po’ per sistemare la borsa, Daniele, nel frattempo, sentendosi agile, scatta, ma tanto siamo convinti di riprenderlo a breve, perchè su questa salita, storicamente, è sempre crollato. Una volta ripartiti, km dopo km, stranamente di Daniele neppure l’ombra, incredibile! Che gamba ragazzi!

Una volta arrivati in cima questa volta è lui a farci le foto mentre arriviamo tutti affaticati.

IMG-20180430-WA0050

Come sono orgoglioso di lui, un finale completamente diverso rispetto a quello vissuto nel 2014, bravo Daniele, sei davvero lo Storione!

20180429_084353

20180429_084537

Ora è praticamente tutta discesa fino al controllo di Gavi, posto al km 280, dove arriviamo circa verso le 9 del mattino.

Al controllo non c’è nessun ciclista, il banchetto ristoro è presidiato da una simpatica ragazza che ci aspetta per il timbro della carta, siamo soli, praticamente fra gli ultimi. La prima domanda che faccio è ormai la classica: “a che ora è passato l’Ingegnere?”, ma la risposta che mi viene data lascia tutti a bocca aperta, un vero colpo di scena: “mio papà è ripartito circa un’ora e mezza fa”.

COSSSSAAAAAAA????

20180429_093419

Abbiamo davanti a noi, Alice, la figlia dell’Ingegnere, e subito le nostre invettive si scagliano contro di lei facendola morire dal ridere. Le raccontiamo tutta la nostra storia di rivalità verso il padre, e cerchiamo di carpire i segreti della sua vita privata per cercare di trovare qualche punto debole, ma nulla, “Lui” è invincibile.

Quante risate ci siamo fatti, Alice aveva addirittura le lacrime agli occhi per i nostri racconti.

Dopo un abbondante ristoro, dove Daniele riesce a mangiarsi 40 macine del Mulino Bianco, ripartiamo appesantiti per affrontare le ultime due salite della giornata, una più dolce, l’altra invece non la conosciamo e misura soli 4.5 km, novità del percorso 2018, con pendenze più impegnative.

20180429_094641

20180429_094309

Sarà il caldo, sarà aver parlato dell’Ingegnere, ma la partenza è davvero dura, e questa prima salita pedalabile risulta quasi vera e cattiva. Il povero Daniele una volta arrivato in cima scopre pure di aver la ruota frenata dagli attacchi dei parafanghi. Poverino, chissà da quanto tempo sta faticando con questo rallentamento, la mia stima verso di lui continua a salire.

IMG-20180430-WA0029

Una volta sistemata la ruota  ci prepariamo per affrontare l’ultima salita. Mimmo (un ciclista corsichese) al controllo ci aveva avvisato che ci sarebbero state delle rampe impegnative, e le invettive contro Luciano partono a ripetizione e cicliche fra di noi. La più divertente è quella di Daniele “pensa te, ho pure pagato 150 euro di treno per venire a soffrire su queste salite, appena arrivo a Corsico mi sente Luciano!!”

20180429_121341

Una volta arrivati in cima e scollinato questa meravigliosa e panoramica salita ci fermiamo al primo bar che incontriamo, coca cola e gelato servono per darci la carica, mancano gli ultimi 80 km di pianura, ma sappiamo che seppur semplici saranno davvero duri.

Mentre mi mangio il cono osservo accanto al nostro tavolino un gruppo di uomini intenti a giocare a carte, e subito quasi in contemporanea ci facciamo la stessa domanda “ma perchè non ci poteva venire questa passione?”.

2018-05-03 10.06.46

Con tanta, ma tanta fatica, ripartiamo, cosa vuoi che siano 80 km di pianura? Fondo stradale sconnesso, vento contro, e un senso di nausea verso la bicicletta ci fanno compagnia per tutto il tragitto.

Mattia, fra noi tre è stato decisamente il più in forma del giro, ma ora combatte contro un forte dolore alla schiena che gli è venuto all’improvviso, deve tenere duro fino all’arrivo! Tante volte l’ho visto soffrire e risorgere all’improvviso come un’araba fenice.

Quando finalmente passo sotto la tangenziale di Milano vedo il conta km che segna 400 km, che emozione. Ma la lacrimuccia mi è scese oltrepassando il cartello del comune di Corsico.

Quanta sofferenza inaspettata per questa Randonnee, arrivo al tavolino per registrare l’arrivo, mi consegnano la carta gialla, e di colpo svengo letteralmente a terra, non mi reggo più in piedi dalla stanchezza, che fatica!

20180429_173421
Un cadavere all’arrivo

Mi bastano solo pochi minuti per riprendermi, mi rialzo e sono di nuovo allegro e pimpante per le foto e i complimenti di rito all’arrivo, c’è anche Claudia. Un’esperienza incredibile.

IMG_20180501_185940_369

Non appena vediamo Luciano, dopo gli insulti obbligatori, scatta un caloroso abbraccio, perchè amiamo Corsico e per noi è davvero una seconda casa. L’Ingegnere sarà già a casa da ore a dormire, pazienza, avrà vinto ancora questa battaglia ma la guerra non è ancora finita!

20180429_173710
Le minacce a Big Luciano

Che avventura incredibile che ho appena vissuto, non per il gesto sportivo in se, ma per il sentimento di amicizia che ho provato lungo tutto il percorso, ecco perchè mi sono scese quelle lacrime all’arrivo.

La Nazionale del Prosecco e’ composta da tre persone speciali. Siamo scarsi e non andiamo in bici per guardare il conta km o il cronometro. Non amiamo le classifiche e i risultati finali, e non ci vergognamo ad arrivare fra gli ultimi. Non sappiamo cosa sia l’allenamento e amiamo mangiare. L’improvvisazione fa parte del nostro DNA. Una cosa, però, la sappiamo fare bene: non molliamo mai!

IMG-20180429-WA0020-1
La Nazionale del Prosecco

Vorrei dedicare questo giro all’associazione La grande Casa e in particolare ringrazio Daniela per avermi regalato la sciarpa con l’hashtag #vivolavitainvetta.

IMG_20180430_064411_289
#vivolavitainvetta
Annunci

8 commenti Aggiungi il tuo

  1. Paolo ha detto:

    Al solito…. racconto entusiasmante .
    Grazie Matteo

    Piace a 1 persona

    1. Spirito Randagio ha detto:

      Grazie Paolo! Sei sempre gentilissimo a leggere!

      Mi piace

  2. gabiwinck ha detto:

    Bellissimo rapporto!! Complimneti!!!
    Secondo le foto la vostra 400 é una fila di soste nei ristori, nei bar, … ahhaaaaa

    Piace a 1 persona

      1. gabiwinck ha detto:

        Stavo solo scherzando. Ma hai quasi solo immagini delle fermate. 🙂

        Mi piace

      2. Spirito Randagio ha detto:

        Hai proprio ragione. Ma a noi piace molto fermarci a chiacchierare e mangiare

        Piace a 1 persona

      3. gabiwinck ha detto:

        peró al brevetto lago d’iseo … non avevi con te gli amici per chiacchierare e l’hai fatto di volo … 🙂

        Mi piace

      4. Spirito Randagio ha detto:

        Come sei attenta Gabi. Si, alla rando Testa ho tirato un po’. Invece a Corsico ho voluto prenderla con calma.

        Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...